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sabato 12 marzo 2016

Congresso provinciale ANPI Torino - La quasi diretta

Sabato 12 marzo 2016 - Sede della CGIL - via Pedrotti 5 - Torino
CONGRESSO PROVINCIALE ANPI TORINO

Ore 14,15 - Riprendono i lavori del congresso. Si apre il dibattito.

Renato Sibille (sez. Chiomonte) chiede inserimento nel doc nazionale del richiamo costituzionale che l'Italia ripudia la guerra. Sottolinea l'utilizzo spropositato di esercito e ffoo per questioni di ordine pubblico e il proliferare di atteggiamenti neofasciti all'interno delle stesse. Sottolinea anche che spesso sono le ffoo a difendere i cortei neofascisti.

Morello (sez. Mirafiori sud) dice che la vera svolta dell'Anpi è già stata avviata con l'ingresso dei giovani e che è necessario trovare un'unità di intenti. Neonazismo che ha radici nella disoccupazione, nella povertà, nella crisi. Il problema dei migranti va affrontato con la solidarietà e non con i respingimenti.
Le modifiche della Costituzione che sono arrivate senza le proteste del popolo italiano. Pone la questione morale. I compiti che l'Anpi deve affrontare sono tanti. Nella scuola in primis.

(Sez. Torre Pellice) Parla del revisionismo. Giorno del ricordo cerca di fare quello che avevano fatto prima Pisanò, Pansa ecc. Quando si è fuori dal nostro ambiente ci sentiamo dire che i fascisti hanno fatto cose orribili ma anche i partigiani. Dobbiamo cercare di smontare questa equazione che dice che c'erano violenti di qua e violenti di là e dunque tutti uguali. L'Anoi dovrebbe prendere in mani il 10 febbraio per ristabilire la memoria di ciò che è stato.

(Nole C.se) propone di creare coordinamento tra sezioni che lavorano con le scuole, considerando l'insegnamento dell'educazione civica come fondamentale per dvitare che crescano elementi neofascisti. 
Contesta il criterio della pura territorialità per la formazione delle commissioni e degli organi.

Rubino (Torino, Vallette Lucento) dice come i fascisti ogni anno il 10 febbraio facciano un corteo e quest'anno hanno accusato l'Anpi di negazionismo. Il lavoro che bisogna fare, oltre a denunciare la presenza del fascismo, è spiegare cosa è successo (contestualizzazione). Individua la necessità di creare una commissione interna per costruire un percorso. Ricorda che questo 10 febbraio dove a Basovizza dove c'era anche Renzi c'erano le bandiere della xmas e della Rsi.
Parla del orecariato e dei diritti negati, che devono sottostare ai vincoli dell'economia intesa anche come logica di profitto.

Mortara (sez Giaveno val Sangone) sottolinea come anche in val Sangone ci siano rigurgiti fascisti che sono stati contestati con vigore.

Seguono gli interventi delle sezioni di Bussoleno e Bruzolo che non riassumo poichè sostanzialmente nella pagina Facebook della sezione.

Diverse le sezioni ch si sono espresse a favore dell posizioni di antifascismo militante espresse dalla nostra sezione di Bussoleno.

Ore 11,35 - Maria Grazia Sestero legge la relazione del presidente Ezio Montalenti, impossibilitato a partecipare per motivi di salute.

Ripercorre il quadro politico mondiale, sottolinea le difficoltà dell'Onu ad agire, esprime preoccupazione per il crescente movimento neonazista. Parla dei migranti e del loro dramma. L'Europa deve saper accogliere i migranti in una politica comune. Difesa della Costituzione e lotta contro la proposta di riforma perché "le conseguenze potrebbero essere devastanti per il futuro del nostro Paese".
Riduzione degli spazi di democrazia che si attua anche svuotando il parlamento dei suoi poteri. Favorire la partecipazione popolare. Evidenzia come venga a mancare anche la partecipazione elettorale e come sia necessario far partecipare alla consultazione referendaria d'autunno.  
Sottolinea sia necessario porre con forza la questione morale.
La Resistenza non è stata solo la resistenza armata ma anche quella non armata della popolazione civile. Dalla Resistenza è nata la nostra Costituzione, che dovrà essere la base di valori su cui cresceranno i nuovi dirigenti.

Ore 11,25 - Si eleggono le commissioni verifica poteri, elettorale, politica.

La sottoscritta fa parte della commissione politica.

Ore 10,00 - Si apre il congresso.

Intervento di Nino Boeti, vice oresidente del Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale: "Abbiamo lavorato per cercare il senso di una memoria condivisa, insieme ai giovani, nella giornata della Memoria e (anche se questione più controversa) nella giornata del Ricordo. Abbiamo sostenuto le Anpi e le loro iniziative. Ci sono tre anni e mezzo alla fine della legislatura e ci sarà ancora occasione di lavorare insieme.
Quest'anno ricorrre il 70* della Costituente, dove per la prima volta fecero parte anche le donne. Come Comitato intendiamo costruire un dibattito sul percorso straordinario che le donne del nostro Paese hanno fatto".

Intervento di Piero Fassino, sindaco di Torino: "Avremo un anno scandito da tante iniziative. Non siamo mossi solo da un dovere di memoria. Settant'anni sono un lungo periodo e c'e il rischio dell'oblio. Penso che sia importante mantenere vivo il ricordo per trasmettere alle giovani generazioni il valore di ciò che è accaduto. Le celebrazioni del 70* della Repubblica, così come quelle della Liberazione, non devono essere un solo fatto rituale. Sono stati tanti i tentativi di revisionismo nel corso del tempo pertanto è necessaria ogni azione di contrasto al negazionismo, al revisionismo. C'è un dovere che attiene all'attualità oltre che alla memoria.
Vivere un'esperienza drammatica non significa essere poi vaccinati; ne sono esempio i conflitti che attraversano il mondo, le dittature che sono ancora in essere, il terrorismo internaziknale. Sono tutte negazioni dei valori che conosciamo. Difendere la Costituzione è anche una battaglia per la pace.
Anche nella civile Europa (ce lo insegna ciò che è accaduto nei Balcani) può accadere ciò che non pensavamo più poress accadere.
L'Anpi attesta e vive ogni giorno per affermare i valori ed educare le nuove generazioni a questi valori e ai diritti che indistintamente deve avere ogni uomo e ogni donna.
I diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione sono molti e in questo ultimo periodo molti di questi diritti sono stati indeboliti. Bisogna lottare perchè si rafforzino".

Intervento di Diego Novelli, presidente onorario Anpi Torino: "Viviamo un momento storico molto difficile con aspetti tragici. L'aspetto più preoccupante che riguarda il nostro Paese, per ora, è che non c'è più la capacità di rapporto tra le persone. Siamo arrivati a un atteggiamento grave e pesante e irriguardoso non degno di un Paese civile e lo sgretolamento ha investito tutti i settori della nostra città a partire dal parlamento. Sono venuti a mancare punti di riferimento importatnti. La politica non è una cosa sporca ma uno dei più alti impegni. È come è stata praticata! 
Senza retorica, un'associazione come la nostra non deve essere soltanto dei sentimentali. Il sentimento può essere dei nostalgici e la nostalgia è un disvalore. La memoria è l'unico modo per mettere insieme la Storia e noi dobbiamo portare avanti quella memoria della Resistenza e i valori per cui ha lottato.
Come Anpi abbiamo un grande compito. Perchè l'Anpi non è un partito e al suo interno possono convivere persone con pensieri diversi ma con gli stessi valori comuni".




mercoledì 11 marzo 2015

Quando tutto è possibile

Incredibile e credibile, impossibile e possibile. Vi dico cosa, personalmente, trovo incredibile dell'assoluzione in Cassazione di Mr. B. nel processo Ruby. 

Prima, però, devo fare una premessa. 
La premessa è che a me non frega un tubo di quello che B. fa in casa sua. Potrebbe allestire un intero scenario di tappi di sughero, avere rapporti sessuali di ogni sorta, bere litri di sciroppo d'acero, ruttare come sei marinai o cercare di far volare gli asini. Questo deve essere chiaro. Ognuno a casa sua fa un po' quello che gli pare. Purché non commetta reati.

Andare con una minorenne, mi risulta sia ancora reato.
Non credo - mi soccorrano i tanti amici avvocati - che ci sia una postilla che deroga nel caso in cui la minorenne sia una stangona, bonazza senza senso e dimostri 20 anni.
Non mi risulta neanche che si possa dire "Ma io credevo fosse maggiorenne" poichè, sempre appoggiandomi alle mie poche basi, la legge non ammette ignoranza.

"Mi scusi signor giudice, non sapevo di non poter picchiare mia moglie"
"Mi scusi signor giudice non pensavo di non poter falsificare il bilancio"
E cosi via, con il giudice che dà buffetti sulle guance e dice "Non lo fare più però eh!"

Se la Cassazione assolve uno che dice che non sapeva che la ragazza che pagava per venire a letto con lui fosse minorenne, cosa dovrebbe impedire a tutti i pedofili che sono stati con altre sedicenti adoloscenti travestite da adulte di appellarsi alla medesima clemenza?
Questo, per me, è incredibile. Non si crea un precedente a giustificazione dei pedofili? Fino a che età potrà reggere la tesi, quando andando in una qualsivoglia scuola media ci sono ragazzine che tutto sembrano tranne che ragazzine?

"Sembrava adulta, aveva la minigonna e la scollatura per provocarmi. Se l'è cercata. Era consenziente". Quanto ci vorrà per derubricare anche lo stupro (che già siamo sulla buona strada) su minorenni?

Non vi dico quanto, per me, sia altrettanto incredibile che una giuria composta da persone che hanno studiato legge una vita non sia riuscita a ravvisare un reato nel fatto che il premier (lo Stato) telefoni alla Questura di Milano (ancora Stato) mentendo sulla parentela di una prostituta minorenne per farla uscire di galera affidandola a una donna che, a quanto mi risulta, non sia proprio un'assistente sociale e che convinca la maggioranza del parlamento italiano a sostenere la sua assurda bugia per salvarsi le chiappe.

Ma la cosa più incredibile di tutte, sempre a mio parere, è che una tale "macchietta" sia leader di un partito non classificato alle urne, da milioni di italiani, come una fantastica barzelletta di cui ridere per settimane ma come un simbolo serio su cui tracciare una croce.

Qui, Uno dei tanti articoli di oggi

Foto presa dal sito http://www.medicitalia.it

sabato 17 agosto 2013

Lo Stato siamo Noi?

Un porto che non viene sistemato per mancanza di fondi a Imperia. Un ponte che non viene sistemato per mancanza di fondi (con difficoltà notevoli per i cittadini) in un altra cittadina ligure. Guardare il Tg regionale in Liguria un po' mi riconcilia con il tiggì regionale (almeno riconcilia la piemontese che è in me) e un po' mi fa arrabbiare. Se ciascuno di noi avesse l'opportunità di guardare ogni giorno un tiggì regionale diverso si renderebbe ancor più conto di quanto sia importante fare sistema tra cittadini, per capire dove lo Stato toglie e dove lo Stato vuole mettere.

Questo Stato continua a togliere dappertutto nelle "piccole" (e poi discutiamo delle dimensioni) opere utili a tutti, nella scuola (tanto le famiglie cercheranno sempre di spendere per far studiare i figli), nella sanità (non la spendi una milionata o meglio ti indebiti se c'è in gioco la tua vita o quella di tua figlia?) e nei servizi per metterli laddove è sempre più evidente non servano a nulla. Questo Stato dà l'impressione di stare deliberatamente cercando di rimetterci nella condizione di povertà sociale, economica e culturale del primo dopoguerra - ma senza le medesime speranze nel futuro - perchè si arrrivi a vivere di niente e con niente, ad accontentarci di niente e a morire per niente. Perchè ci sia gente che continui ad avere tutto, a usare tutto (soprattutto il pubblico) come fosse privato e ricatti la povera gente dicendo loro che andrà a spendere altrove i suoi soldi.

Questo Stato non rappresenta nessuno. Non aiuta le aziende e tanto meno i lavoratori. Non aiuta le donne e tanto meno le categorie sociali più deboli. Non aiuta le famiglie e tanto meno le unioni di fatto. Non aiuta nessuno se non chi i soldi li ha e può continuare a spenderli come meglio crede.

Questo Stato - ultimamente lo dico ogni legislatura - è peggio di quello precedente o nella migliore delle ipotesi uguale. E io non capisco perchè le persone non si arrabbino. Siamo italiani, d'altronde, ci lamentiamo ma la poltrona è sempre comoda, la famiglia sempre accogliente e siam semre pronti a perdonare i furbi se son simpatici.

Mi ricorda la lotta dei coltivatori in valle di Susa perchè il torinese che raccoglie le castagne pensa che sian sue perchè non c'è chi gli spara se le prende ma c'è chi ha lavorato tutto l'anno per far cscere i marroni e con fatica. O quelli che qui, al mare, alle sette piazzano dieci brande sulla riva e si presentano alle undici pensando che la spiaggia sia loro perchè è pubblica.

Lo Stato siamo noi. Ci riflettiamo su?

mercoledì 8 maggio 2013

Imu o non Imu arriveremo a Roma

Questo post è ciò che in gergo tecnico si direbbe un editoriale. Lo specifico per quanti tendano a considerare "articolo" un qualsivoglia scritto nella pagina delle opinioni o delle lettere. Un articolo è (o dovrebbe essere) il resoconto, quanto più obiettivo e completo, di un avvenimento, firmato generalmente da un giornalista. Un editoriale è un'opinione, più o meno autorevole, che parte da fatti reali (che nel giornalismo non si dovrebbe inventare niente) per dare una personale interpretazione degli eventi, generalmente seguendo la linea della testata su cui è scritto. Una lettera nella pagina delle opinioni, dunque, non è un articolo e neanche un editoriale. E' un'opinione, più o meno autorevole, di un lettore.

Ciò premesso racconto un fatto. Quello da cui sono partita. Conosco una donna madre di famiglia (che non cito perché non è dirimente e perché non ho chiesto la sua autorizzazione) il cui marito è stato licenziato dopo   tanti anni di lavoro in fabbrica. In famiglia sono in quattro e hanno la grande "fortuna" di avere la casa in proprietà. Per qualche mese ancora, il marito di questa donna percepirà 600 euro al mese di cassa integrazione. Poi, la prospettiva sarà il nulla. Lei non lavora perché si occupa dei bambini, non abbastanza grandi per poter stare a casa da soli. Come sempre accade, lo Stato è manchevole nei confronti delle donne e soprattutto delle mamme che considera sostanzialmente nulla e che di fatto, invece, sono l'unica forma di welfare esistente.

Ieri sera ho fatto il grande errore di guardare un pezzo di Ballarò. Vedere quelle donne, dietro i cancelli della fabbrica che le ha lasciate a casa, chiedere aiuto e sentire la risposta (per citare quella che mi ha fatto più invelenire) della europarlamentare Pdl Lara Comi mi ha fatto venire il latte alle ginocchia. In realtà anche molto altro, ma non lo scrivo perché le parole sono pietre e vanno usate con equilibrio.

Il problema, oggi, mia cara Lara Comi non è per nulla l'Imu. Perché queste famiglie in difficoltà, per larga parte, usufruiscono già degli sgravi, non solo per la prima casa e per i figli ma anche perché la fascia Isee in confronto alla sua è talmente bassa che in un grafico matematico sarebbe non rilevabile.

Il problema, oggi, non è l'Imu ma è il fatto che abbiamo al governo persone come Lei, che dell'Imu fanno una bandiera solo per poter stare là, nella stanza dei bottoni, a fare tutt'altro che il bene del Paese. Il problema, oggi, non è solo la mancanza di lavoro (su cui io, se governassi, mi concentrerei invece di fare proclami) ma la miopia ormai palese di chi ci governa e ci ha governato negli ultimi 40 anni e di cui la nomina di viceministri, sottosegretari e presidenti di commissione è lo specchio evidente. Ricordo che sono riusciti a trovare un posto a tutti i trombati alle elezioni, tra cui Formigoni (accusato di corruzione e appropriazione indebita quando era presidente di Regione Lombardia) o Biancofiore, il cui pensiero "illuminato" sull'omosessualità ha fatto storia e satira.

Ricordo che l'Imu, tassa che andrebbe versata ai Comuni e su cui lo Stato trattiene il "pizzo", serve per dare servizi (scuola, trasporti, assistenza ai disabili e alle fasce deboli) che il Comune non potrebbe più erogare diversamente. Quanto costerebbe tutto questo alle famiglie in difficoltà?

Io credo e non penso di sbagliare, che a quella famiglia interesserebbe di più riavere la speranza di poter dare tutti i giorni da mangiare ai propri figli che quella di non pagare l'Imu (o persino di riavere indietro le poche decine o centinaia di euro versate). Io credo che questa miopia trasversale stia decidendo del futuro dei nostri figli e che la gran parte delle persone realmente interessate a non pagare l'Imu si potrebbero permettere questo e altro.

Intanto sono passati mesi dalle elezioni. Abbiamo un governo che non abbiamo votato e che, in compenso, non sta facendo nulla di quello che serve all'Italia. Buona camicia a tutti.


venerdì 5 aprile 2013

Chi non ha niente da perdere

Chi non ha niente da perdere, a volte, decide di uccidersi. Oggi, marito e moglie si sono impiccati a Civitanova Marche. Lui era esodato (chissà se alla Fornero - ma anche ai 20 anni di indegna politica Pdl e oltre - fischiano le orecchie), lei pensionata. Ma i quattro soldi che la donna portava a casa non bastavano per arrivare a vivere dignitosamente. Non bastavano neanche per vivere. Neanche per pagare l'affitto.

Alle future generazioni stiamo uccidendo il futuro ma alla mia generazione e a quella che appena la precede stiamo cancellando la possibilità di invecchiare in maniera dignitosa, senza dipendere dai figli o, peggio, dall'assistenza sociale o dalla Caritas. Chi ci governa o è completamente cieco e sordo o ha deciso, scientificamente, di sacrificare tre o quattro generazioni di italiani che, in un modo o nell'altro, prima o poi scompariranno lasciando la situazione immutata ma con meno "peso" sociale, i soldi a chi li ha e le briciole agli altri (come da secoli, noi stessi facciamo con il terzo mondo?).

Chi non ha niente da perdere a volte decide di non sacrificare la propria dignità, i decenni di lavoro, i debiti fino a poco prima sempre pagati, i valori ricevuti, gli insegnamenti, i momenti di felicità sull'altare di un'economia che non guarda a chi soffre ed è senza soldi (perché il welfare è un capitolo di bilancio che non può - e non deve! - essere in attivo). Chi non ha niente da perdere, a volte, preferisce scomparire silenziosamente e questo doppio suicidio ne è quasi l'emblema. Quanti anni avrebbero potuto ancora vivere insieme i due? Dieci, cinque, venti? Sono anni rubati da una politica vergognosa, lanciata verso il nulla, che - come dico spesso - era facile prevedere perché negli States, patria del neo-liberismo, è già così da tempo. Non hai soldi? Non ti curi, non invecchi, non hai casa, non hai futuro, non hai voce. Niente.

Chi non ha niente da perdere a volte si uccide.

A volte.

A volte, invece, prende un bastone e uccide. Perché male che vada muore, esattamente come avrebbe fatto se avesse preferito il cappio al bastone. La politica che non prende in considerazione la forza della disperazione è una politica già morta in partenza. Chi non ha nulla da perdere, talvolta, diventa un esempio. Anche per chi qualcosa da perdere ce l'avrebbe, ma che lo mette in conto.




Uno dei link con la fredda cronaca:

mercoledì 27 febbraio 2013

Ebbene sì, ancora un'analisi del voto

Tutti i camini fumano, Socrate fuma dunque Socrate è un camino. Seguendo il modello di questo non-sillogismo, dopo le ultime elezioni qualcuno ha commentato che la valle di Susa è in maggioranza favorevole alla Torino-Lione. Il ragionamento sarebbe che se non hai votato Cinquestelle o Rivoluzione civile allora sei pro-Tav. Che è più o meno come se io dicessi che se hai votato Pd - la sinistra laica? - sei certamente favorevole all'aborto, alle coppie di fatto e all'eutanasia. Ovvero, chi sostiene questa tesi dà per scontato che chi vota un partito ne condivida ogni punto del programma senza alcuna eccezione. Una cosa che a me appare completamente folle. Specialmente guardando alle percentuali, che non lasciano molti margini all'immaginazione.

Tuttavia, questa rugginosa e antiquata idea del mandato in bianco a chi governa, dà il senso della sconfitta plateale che il Pd e altre forme paleo e neo democristiane hanno dovuto accusare. Perché questo era il momento di essere innovativi, di carpire le pulsioni provenienti dallo stomaco - il primo a brontolare in un momento di crisi - e di cercare di dar loro una risposta.

La sinistra. Vorrei cominciare da qui. Rivoluzione civile non pervenuta, ho scritto e ripetuto. Il tentativo poteva persino essere buono ma se hai poco tempo per illustrare la linea programmatica, devi puntare tutto sui candidati, che siano esempio portatore dei valori che la sinistra incarna. In valle di Susa, candidando Nicoletta Dosio avrebbero storto il naso i pochi ex-socialisti delusi (non so perché) da Sel ma il partito avrebbe guadagnato tanti altri consensi, magari anche di persone che normalmente stanno distanti dalle urne. A livello nazionale, Di Pietro non è personaggio amato a sinistra così come altri candidati di simile provenienza politica o professionale. Paolo Ferrero ha provato a dare la sua interpretazione. Non c'era tempo per ascoltare i consensi. Peccato. Perché chi l'ha fatto è stato premiato.

M5S. Premetto una cosa. Alla mia personale idea di un movimento dal basso può anche corrispondere un leader-portavoce forte ma non se questi si arroga il diritto di tacitare chiunque non la pensi come lui, di allontanare la "stampa" come se di tutti i giornalisti si potesse fare di tutta l'era un fascio (per tornare al Socrate-camino) o di maltrattare chiunque serva per fare audience (un cameraman, per esempio, incitato dal pubblico come in un'arena romana). Molte persone che votavano a sinistra, in valle di Susa, si sono riscoperte grilline. Mi piacerebbe sapere quante di loro hanno un'idea del programma dei Cinquestelle e lo trovino esauriente, a livello politico. Perché unire persone di provenienza politica diversa - a volte opposta - nel nome di una lotta specifica può essere una forza ma non è detto che lo sia in futuro, una volta esaurita la prorompente forza propulsiva della lotta alla casta, alle caste e agli ordini. Come fosse la panacea di tutti i mail. Magari lo sarà, ma questo post è testimone che io non lo credo affatto e che, in caso mi sbagliassi, sarò costretta a ricredermi.

La Lega. La Lega in valle di Susa è morta. Nel resto d'Italia praticamente anche, tuttavia si porta a casa la Lombardia. È come possano i lombardi aver scelto Maroni (la memoria corta degli italiani diverrà proverbiale) anziché Ambrosoli resterà per me incomprensibile come l'ultimo segreto di Fatima. La macroregione. Se l'esempio da seguire è quello di Formigoni, io rinuncio grazie. Magari mi trasferisco in Umbria, che il mare non mi è mai piaciuto un granché.

Il grande centro è morto come la Lega. Ma si capisce che se fai un anno e mezzo di politiche di austerity poi non è che la gente ti accoglie con benevolenza. Se non si è andati a votare un anno e mezzo fa è solo perché Monti ha fatto tutto quello che il capitalismo imponeva di fare ma che nessun partito sostenitore del sistema avrebbe mai fatto perché sarebbe stato come tagliare il ramo sul quale si era seduti.

Il Pdl, invece, è la riprova provata di quanto agli italiani gli freghi poco dei massimi sistemi se possono portare a casa qualche centinaio di euro di rimborso Imu e la promessa di un condono per la casa con vista su qualche tutelatissimo bene storico da subaffittare a trenta immigrati alla canna del gas guadagnandoci uno stipendio senza fare nulla. Ho esagerato? Forse si, ma questa è l'impressione che si ha. Devono esserci belle e grandi case (paganti grandi Imu) anche in valle di Susa.

Lettrici e lettori, sono delusa. Mi aspettavo di più da queste elezioni. Nel bene o nel male. Ognuno giudichi da sè.

lunedì 25 febbraio 2013

Elezioni 2013 - Valle di Susa


Sperando di fare cosa utile posto i risultati delle elezioni (dei partiti maggiori) man mano che mi arrivano
 Ringrazio caldamente le mie fonti collaborativissime.
Riaggiornate la pagina, ogni tanto. Ogni volta che so ri-posto su questa stessa pagina.
L'impaginazione è brutta, lo so. Non riesco a fare di meglio su questo strumento antiquato.



Ora arrivano tutte copiose su http://elezioni.interno.it/senato/scrutini/20130224/S010810000.htm. Scegliete il comune nel menu a tendina sulla sinistra.


Susa - Senato: (Votanti 3602)                    Camera (3885)
Riv.Civ: 125                                              106
CSX (Pd - Sel - Cd): 542 - 67 -7              542 - 80 - 3
Monti: 337                                                 288
M5S: 1438                                                1615
CDX (Pdl - Lega - Fi): 653 - 124 - 85       666 - 122 - 28

Bussoleno - Senato: (Votanti 3524)        Camera (3862)
Riv.Civ: 150                                           172
CSX (Pd - Sel - Cd): 663 -84 - 7          688 - 98 - 5
Monti: 240                                              238
M5S: 1519                                             1734
CDX (Pdl - Lega - Fi): 491 - 116 - 41    508 - 126 - 45

Giaglione - Senato: (Votanti 420)              Camera (456)
Riv.Civ: 29                                                24
CSX (Pd - Sel - Cd): 65 - 17 - 0              65 - 26 - 0
Monti: 60                                                  65
M5S: 177                                                 195
CDX (Pdl - Lega - Fi): 37 - 10 - 4            38 - 12 - 4

Novalesa - Senato: (Votanti 340)              Camera (363)
Riv.Civ: 20                                               11
CSX (Pd - Sel - Cd): 53 - 9 - 0               53 - 12 - 0
Monti: 51                                                  51
M5S: 120                                                131
CDX (Pdl - Lega - Fi): 42 -11 - 5            46 - 14 - 8

Mompantero - Senato: (Votanti 406)       Camera (447)
Riv.Civ: 18                                              14
CSX (Pd - Sel - Cd): 58 - 20 - 0             64 - 17 - 1
Monti: 17                                                 17
M5S: 182                                                211
CDX (Pdl - Lega - Fi): 58 -17 - 7            60 - 17 - 4

Venaus - Senato: (Votanti 609)
Riv.Civ: 123
CSX (Pd - Sel - Cd): 55 - 10 - 1
Monti: 42
M5S: 278
CDX (Pdl - Lega - Fi): 31 -26 - 8

Chiomonte - Senato: (Votanti 598)
Riv.Civ: 22
CSX (Pd - Sel - Cd): 102 - 7 - 1
Monti: 70
M5S: 199
CDX (Pdl - Lega - Fi): 95 -35 - 10

San Giorio - Senato: (Votanti 622)
Riv.Civ: 26
CSX (Pd - Sel - Cd): 115 - 17 - 2
Monti: 46
M5S: 279
CDX (Pdl - Lega - Fi): 62 - 21 - 12

Rubiana - Senato: (Votanti 1350)
Riv.Civ: 21
CSX (Pd - Sel - Cd): 269 - 54 -3
Monti: 109
M5S: 485
CDX (Pdl - Lega - Fi): 208 - 45 - 52

Gravere - Senato: (Votanti 436)
Riv.Civ: 14
CSX (Pd - Sel - Cd): 66 - 5 -1
Monti: 31
M5S: 161
CDX (Pdl - Lega - Fi): 94 - 14 - 8

Bruzolo - Senato: (Votanti 928)                    Camera (1002)
Riv.Civ: 28                                                    26
CSX (Pd - Sel - Cd): 172 - 20 - 1                178 - 30 - 0
Monti: 73                                                      66
M5S: 392                                                     447
CDX (Pdl - Lega - Fi): 153 - 28 - 14            165 - 29 - 11

Villardora - Senato: (Votanti 1922)                    Camera ()
Riv.Civ: 47                                                    59
CSX (Pd - Sel - Cd): 309 - 59 - 3                296 - 76 - 3
Monti: 138                                                     137
M5S: 657                                                     744
CDX (Pdl - Lega - Fi): 295 - 65 - 38            310 - 70 - 40

Mattie - Senato: (Votanti 399)
Riv.Civ: 15
CSX (Pd - Sel - Cd): 67 - 7 -1
Monti: 15
M5S: 186
CDX (Pdl - Lega - Fi): 49 - 14 - 6

Sant'Ambrogio - Senato: (Votanti  3023)
Riv.Civ: 107
CSX (Pd - Sel - Cd): 507 - 42 - 3
Monti: 158
M5S: 1132
CDX (Pdl - Lega - Fi): 456 - 59 - 37

Avigliana - Senato: (Votanti 7362)                    Camera (8045)
Riv.Civ: 219                                                    244
CSX (Pd - Sel - Cd): 1563 - 257 - 16            1504 - 305 - 17
Monti: 760                                                      737
M5S: 2579                                                     2970
CDX (Pdl - Lega - Fi): 1247 - 273 - 144       1304 - 255 - 155

Caprie - Senato: (Votanti 1291)                    Camera (1335)
Riv.Civ: 34                                                    50
CSX (Pd - Sel - Cd): 249 - 52 - 6                249 - 44 - 3
Monti: 141                                                     128
M5S: 504                                                     564
CDX (Pdl - Lega - Fi): 163 - 51 - 12           177 - 45 - 13

Almese - Senato: (Votanti 3838)                    Camera (4043)
Riv.Civ: 86                                                    119
CSX (Pd - Sel - Cd): 722 - 116 - 11            726 - 132 - 10
Monti: 141                                                     401
M5S: 504                                                     1656
CDX (Pdl - Lega - Fi): 163 - 51 - 12           594 - 142 - 50

domenica 17 febbraio 2013

Per fortuna ci siamo quasi

Meno male che il prossimo fine settimana si vota. Altre due o tre settimane di campagna elettorale mi sarebbero fatali. Vado in giro e vedo solo spillette appuntate su baveri delle giacche, brochure elettorali, riassunti di programmi elettorali già di per sé talmente generali da essere riassunti di se stessi. Apro Twitter e i cinguettii sono tutti per promuovere candidati. Apro Faccialibro e sono assaltata da post pro e contro ogni sorta di forza politica. Il contenuto quotidiano della cassetta della posta mi spaventa ma finisce vergine nella raccolta differenziata della carta (dopo aver sacramentato pensando alla deforestazione). Alla tivù ci sono sempre le solite tre o quattro facce che a reti unificate cercano di sbranarsi via voti a vicenda.

Fino a quest'anno mi sono sempre chiesta come poteva una persona mediamente informata su quanto accade nel proprio Paese e nel mondo ad essere "indecisa". La grande fetta degli indecisi che tutti cercano di accaparrarsi con lusinghe di ogni tipo. Io non ho mai avuto dubbi. A volte mi sono resa conto, a posteriori, di aver dato la mia fiducia ad emeriti imbecilli ma errare è umano. Basta non perseverare. Mi sono sempre chiesta come poteva un elettore di sinistra votare a destra dopo cinque anni - o viceversa - o come potesse un elettore laico sostenere partiti cattolici.

La transumanza di voti mi ha sempre lasciato sgomenta. Forse perché, per me, i miei valori di riferimento sono talmente forti e precisi che non potrei mai transumare. Al limite potrei cambiare pascolo, se non è troppo distante dal mio. L'idea che mi ero fatta, dunque, è che la grande fetta di indecisi non avesse alcun valore di riferimento se non la convenienza. Quel tal partito promette un condono che mi serve? Mi ha convinto. Quell'altro abbassa la tal tassa? Mi ha convinto. E via dicendo.

Fino a quest'anno, dicevo. Quest'anno, la transumanza di voti non mi lascia più sgomenta. Perché, complice un profondo mutamento della politica in generale, ho visto questa stessa transumanza con i miei occhi, tra le persone che conosco e di cui conosco storia politica e valori di riferimento. Ho sentito persone finora molto convinte - in un senso o nell'altro - chiedere: me lo dici tu cosa devo votare quest'anno? Per loro non sono cambiati i valori di riferimento. Semplicemente non c'è più nessuno che se ne faccia portavoce. O, forse, in taluni casi, il portavoce ci sarebbe ma è talmente "sciapo" da non convincere. Per il resto, quasi tutti dicono esattamente le stesse cose in un appiattimento agghiacciante. E' come se avessero cementificato i pascoli.

Sarà un bagno di sangue, secondo me, questa tornata elettorale per la politica. Speriamo che faccia bene e che qualcuno, dopo, anche con fatica, mi restituisca i verdi pascoli.

Altan.



venerdì 8 febbraio 2013

Uccideranno Peter Pan?


Tu. Si tu, che su Facebook posti le foto dei bambini malati e poi scrivi "condividi se hai cuore" solo perché non sai dire di no a una catena di Sant'Antonio.
Oppure tu, che credi che pagare le tasse sia un furto, una cosa da perdenti, che con i soldi che risparmieresti potresti pagarti chissà quali servizi socio assistenziali.
O tu, che pensi che il volontariato non serva a nulla, che credi che la solidarietà sia solo un termine sul vocabolario, che pensi che i bambini siano la fascia di popolazione più tutelata o che semplicemente se ne frega di tutto per le ragioni più disparate.

Tu. Proprio tu, dovresti pensare a quale assurdità spaventosa sta accadendo a Roma, nel cuore del Bel Paese, oggi.

Esiste una struttura, il Peter Pan, che aiuta le famiglie non abbienti (o non troppo abbienti) che hanno i figli, bambini e bambine, malati di tumore. Esistono persone che offrono alloggio a chi non se lo può permettere per stare vicino ai propri figli durante le terapie, in un momento in cui anche il cuore più saldo può spezzarsi, cedere di fronte al dolore più grande che un essere umano possa provare. Ma riesci a immaginare l'abisso straziante in cui si può essere trascinati?

Esiste questa struttura ma può darsi che domani non ci sia più. Perché dopo 10 anni e dopo una ristrutturazione - a carico dell'associazione - che ha trasformato l'edificio cadente in un cuore pulsante di amore e di sostegno, il proprietario - un ente assistenziale (!!!) legato alla Regione Lazio di Alemanno - ha deciso di "adeguare" l'affitto ai prezzi di mercato da 6000 a 30mila euro, di fatto uccidendo il Peter Pan.

Lo sfratto (se non si pagherà il canone richiesto) avverrà a giorni.

Salvare il Peter Pan e gli altri Peter Pan d'Italia dovrebbe essere la priorità. Invece la priorità è fare promesse che non si possono mantenere e una volta eletti spianare lo stato sociale con un bulldozer. La priorità è aprire i tiggì con le sparate pre-elettorali di Mr.B e relegare su RaiTre prima dello sport e dello spettacolo una notizia come questa.

Io voglio che le priorità cambino nella mia regione e nelle altre regioni. Esigo che cambino. Oggi mi vergogno di essere italiana.

http://www.peterpanonlus.it/?gclid=CPaNp7bAp7UCFVEfzQodAxYAQg

domenica 27 gennaio 2013

Quando c'era lui...

Oggi è il giorno della Memoria. Il 27 gennaio del 1945, l'Armata rossa - che aveva sostanzialmente vinto la guerra con un tributo in termini di vite umane spaventoso - entrava nel campo di concentramento di Aushwitz e mostrava al mondo gli orrori che il nazionalsocialismo di Hitler (ma non solo) era riuscito a perpetrare in anni di pulizia etnica di ebrei, gay, disabili, malati mentali nonché oppositori politici.

Scrivo così spesso di antifascismo, Resistenza e memoria, che prendere questo spunto è fin troppo facile. Soprattutto dopo aver sentito le parole di Berlusconi, che ultimamente non perde mai l'occasione per stare zitto. «A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio» scriveva Oscar Wilde. In questo caso non è che io avessi ancora dubbi in proposito, ma tant'è.

Riporto le parole di Mr.B. Qui, anticipo, non basta nemmeno più l'indignazione. «Il fatto delle leggi razziali è la peggior colpa di un leader, Mussolini, che, per tanti altri versi, invece, aveva fatto bene». Quando c'era lui, insomma, i treni arrivavano in orario. E delle paludi ce ne vogliamo dimenticare? Se lo senti dire al bar sotto casa, ti volti, ti arrabbi e poi lasci perdere ma - caspita! - costui per quasi 20 anni è stato il nostro Presidente del Consiglio e oggi è il giorno della Memoria. «Non abbiamo la stessa responsabilità della Germania - ha detto B., mentre dalla platea gli gridavano "Buffone!" - Ci fu, da parte nostra, una connivenza che, all'inizio, non fu completamente consapevole».

Dette da lui, persino le parole giuste come l'importanza di non dimenticare per non ripetere gli errori del passato suonano come bestemmie in chiesa. Così, auspico - visto che tra meno di un mese andremo a votare e c'è chi si ostinerà a credere alle sue bugie e al suo becero populismo - che la "connivenza non consapevole" di milioni di italiani (che ha portato alla sua elezione nel 1994) adesso si trasformi in consapevolezza vera e propria e si traduca in percentuali di consenso ridicole, tali che persino la satira possa perdere interesse.

Ricordiamo. Sempre. Le nostre radici, la nostra storia, i nostri errori. Costruiamo un mondo migliore.

sabato 19 gennaio 2013

Politiche e valle di Susa

I valsusini quest'anno avranno due candidati autoctoni tra i candidati alle politiche, entrambi per il Senato della Repubblica: Marco Scibona per il M5S e Nilo Durbiano per la lista "Rivoluzione civile" di Ingroia.

Se per il primo, la candidatura è andata avanti senza scossoni, l'inserimento del sindaco di Venaus Durbiano in lista e la conseguente esclusione di Nicoletta Dosio, Prc, ha creato un piccolo terremoto locale. Prima di tutto perché le due persone in questione sono politicamente molto distanti tra loro, sia per formazione che per "carriera" politico-amministrativa. Durbiano arriva dal Psi, transitato nel Partito democratico da cui si è poi allontanato come altri per le ben note "difficoltà" del partito ad accettare persone contrarie al Tav tra le proprie fila. La professoressa Dosio ha un passato comunista e militante, entrata in Prc dopo lo scioglimento formale del Pci.

Il secondo motivo che allontana Durbiano e Dosio è la "metodologia" di partecipazione alla lotta al Tav. Il primo è sempre stato sulle posizioni più istituzionali, seguendo pedissequamente il percorso che hanno fatto quelle amministrazioni rimaste contrarie ma comunque, a loro detta, "nel solco della democrazia". Nicoletta Dosio è una "combattente", sempre in prima fila nelle lotte popolari, determinata a sostenere la lotta non solo con le parole ma quotidianamente con i fatti e la partecipazione.

Così, la scelta di Ingroia di mettere in lista Durbiano e di escludere la Dosio ha portato con sé uno strascico di proteste, soprattutto da parte di coloro che in Nicoletta Dosio potevano vedere un riferimento anche politico mentre non potranno mai fare lo stesso con Durbiano. D'altra parte, non è escluso che per i più moderati possa essere l'esatto contrario.

Nilo Durbiano dichiara: «Io non ho l'ambizione di rappresentare il movimento No Tav - precisa Durbiano - Io sono No Tav e posso rappresentare quella parte istituzionale che coerentemente si è sempre opposta all'opera». Dall'altra parte, il circolo di Prc di Bussoleno esce con un comunicato molto duro, a seguito della lettera di Ingroia al Movimento No Tav.

Vi allego entrambi. Così ognuno potrà farsi la propria idea. Cliccate su "Continua a leggere..." per leggerli.


sabato 12 gennaio 2013

Non in mio nome

Destra e sinistra. Gaber non c'entra niente anche se spesso mi succede di pensare alle sue canzoni e ad una in particolare quando rifletto su questo tema.

Ho attivo da anni un servizio di sms di notizie in breve. Oggi mi arriva questa: «Elezioni, Monti: qualunque sia l'esito, riformisti collaborino. Professore: Dio ci scampi dalla destra e dalla sinistra». Ieri, Grillo: «Se un ragazzo di CasaPound volesse entrare nel Movimento 5 Stelle e ha i requisiti io lo faccio entrare» con tanto di precisazione sul blog: «Se sono incensurate, non iscritte a un altro partito o movimento politico, se si riconoscono nel programma, per loro le porte sono e saranno sempre aperte».

Rabbrividisco. Tra due mesi ci sono le elezioni ma devono aver stracciato la nostra Costituzione perché di antifascismo non parla più nessuno. Pare sia diventata una malattia, una specie di rogna l'antifascismo. Ma se le parole hanno ancora un significato, essere antifascisti non è semplicemente essere "di sinistra". Il fascismo, negli anni '40, sappiamo cos'è stato - anche se mi pare evidente come troppo pochi lo ricordino o l'abbiano studiato - ma il fascismo esiste anche oggi e sotto tante forme diverse. Anche nel pensiero cattolico che divide il "giusto" dallo "sbagliato" secondo canoni, per esempio, di orientamento sessuale.

Io penso questo. Le persone non si sanno più riconoscere nella destra e nella sinistra perché la sinistra non esiste più. La sinistra non è un partito. E' un pensiero. Un modo di pensare che guarda alla solidarietà, all'accoglienza, alla fratellanza, alla generosità con chi è in difficoltà e che non considera "diverso" e quindi "nemico" chi ha il colore della pelle differente, orientamento sessuale differente o chi appartiene a una "classe sociale differente". La sinistra non è un partito perché un partito che ha il coraggio di sostenere la laicità, i servizi pubblici, la scuola e la cultura non solo con le parole ma anche con investimenti a livello di governo non esiste. Diciamola così, se esiste non gli si è mai data la possibilità di governare.

Destra e sinistra esistono eccome. E continueranno a esistere checché Monti e Grillo ne dicano. Potranno anche chiamarle Caio e Sempronio, ma esisteranno sempre perchè sono due modi opposti di vedere la società. A due mesi dalle elezioni, chi non fa dell'antifascismo e della laicità - quella vera non quella dei Pacs alla Prodi - un suo manifesto, un suo precetto fondamentale arriverà magari a governare ma assolutamente non con il mio voto.

mercoledì 9 gennaio 2013

Diamogli un taglio

Oggi sono andata al Cup a prenotare una terapia - nulla di grave, per fortuna - per cui avevo un'impegnativa "urgente" da parte di un medico dell'ospedale, che va fatta in tre volte successive. La signora allo sportello, molto gentile, mi dice: «La prima la possiamo mettere il 5 febbraio». Io, tra me e me pensavo che, in fondo, non era una grande attesa. Poi la conversazione è proseguita in questo modo: «Guardi, per la seconda ho posto a fine aprile. Sa, quella di febbraio era una rinuncia». «Io, però, dovrei avere il secondo appuntamento a tre settimane dal primo». «Lo faccia presente al chirurgo quando va la prima volta». Vorrei capire cosa ne può il chirurgo. Ma questo non l'ho detto alla signora del Cup.

Tra due mesi torneremo a votare. Ho tanti amici e compagni che non credono più nel voto e da anni hanno scelto di disertare le urne. Io continuo a ritenere che sia importante, invece, esprimere il proprio parere - anche annullando la scheda se nessuno dei partiti ci rappresenta.

Questi due argomenti apparentemente slegati non lo sono affatto. A me piacerebbe che ciascun elettore attivo pensasse a come sono diminuiti e peggiorati i servizi pubblici in questi ultimi trent'anni - per le persone con uno stipendio normale, s'intende - prima di tracciare quella croce. A me piacerebbe che non si dessero più chance a chi ha governato male e fallito, tranne che nel tutelare gli interessi dei ricchi e potenti.

E mi piacerebbe che lo si pensasse anche prima. Ora che Berlusconi è tornato in tivù come il prezzemolo - domani sera pare andrà persino da Santoro e questo la dice tutta. Ora che Monti è sceso in campo da una settimana e già fa promesse elettorali in controtendenza con se stesso. Ora che Casini basta che ci sia una poltrona e va bene qualsiasi ideologia. Ora che Maroni ha usato la scopa alla Elio e le storie tese e si è ri-alleato con Mr.B. Ora che Bersani ha già aperto la campagna acquisti per tentare di avere i numeri anche in Senato. Ora che... non posso scriverli tutti. Sono troppi.

A me piacerebbe che l'elettore o l'elettrice pensasse ai tagli abominevoli su sanità e scuola operati con l'ascia senza badare a disabili, cassintegrati, disoccuppati, fasce deboli o a quelli sulla scuola, che saremo fortunati se i nostri figli impareranno ancora a leggere. Che ci pensasse mentre pensa anche agli stanziamenti colossali sulle grandi opere inutili, sulle missioni di "pace", sulla cementificazione del territorio, sui rigassificatori - investimenti sulla differenziata mai eh? Giusto qualche volantino con cui pulirsi la coscienza - sugli aiuti alle banche e via dicendo.

Diamogli noi un taglio, visto che loro son come bambini incapaci di capire quando è basta.


lunedì 31 dicembre 2012

S'io fossi il Presidente...

Io non sono il presidente della Repubblica ma se lo fossi, stasera farei questo discorso alle italiane e agli italiani - a reti unificate - per augurare a tutti un felice anno nuovo.

Cittadine e cittadini, per il 2013 vi auguro più televisione spenta e più cervello acceso, che per usare quest'ultimo non si paga neanche il canone e in tempo di crisi non fa male.
Il 2012 è stato un anno difficile in cui tutte le forze politiche hanno lavorato per salvaguardare un modello di sviluppo ormai dimostratosi fallimentare e per permettere a chi è ricco di mantenere i suoi privilegi. Per far questo, care cittadine e cari cittadini, hanno tagliato le pensioni, alzato le tariffe di gas e luce, alzato il prezzo del gasolio (che poi se il trasporto costa di più fa costare di più tutte le merci), alzato l'Iva, tagliato sulla sanità pubblica e sulla scuola pubblica. Per non tagliare su tutto hanno preferito finanziare le missioni di "pace" all'estero, aumentare il numero di caccia a disposizione dell'aviazione militare nonché finanziare un sacco di grandi opere inutili, i cui appalti non porteranno lavoro se non sottopagato e mal-tutelato.
Per coloro che hanno i soldi, tutto questo è un toccasana. A loro non importa se la pasta costa 20 centesimi in più, se le bollette costano 200 euro in più l'anno, se la scuola pubblica fa 20 ore in meno (quella privata ha il tempo prolungato), se una visita all'addome la aspetti sei mesi e ti costa il doppio di ticket (in clinica non si fa coda se paghi cash). A loro conviene se il popolino vien su ignorante, se non si informa, se continua a seguire le orme di duci, ducetti e falsi profeti, se continua a guardare la tivù invece si scendere in piazza, se per vivere deve lavorare tanto da non poter alzare la testa. A loro conviene. E' più facile mantenere i privilegi in una società menefreghista che fa la fila di giorni per comprare l'Iphone nuovo e poi non dice niente quando chiudono gli ospedali di provincia. Solo per fare un esempio, poiché il discorso di capodanno non può durare dei giorni.
Care cittadine e cari cittadini, tutto questo è successo con il silenzio di gran parte delle istituzioni, ma questo avvalora la tesi che svecchiare la classe politica non può fare più danni di quanti se ne sian fatti finora. Tutto questo è successo ma pochi di voi hanno pensato che fosse il caso di dire qualcosa, di far sentire la propria voce, di lottare contro le ingiustizie. Lo so che destinare alla partecipazione il proprio tempo libero - soprattutto quando è poco - è un sacrificio ma io vi consiglio di pensarci su, di provare per il bene dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Cittadine e cittadini, abbiamo una Costituzione bellissima, tra le migliori del mondo. Per il 2013 vi auguro che venga applicata nel suo complesso, per garantire una società solidale e partecipante, di liberi ed eguali, senza discriminazioni, vecchi e nuovi razzismi e fascismi. Vi auguro di studiare il passato per non replicarne gli errori in futuro. Vi auguro di percorrere la vostra strada nel rispetto delle strade degli altri, sapendo che abbiamo ereditato questa Terra dai nostri avi ma ce l'abbiamo in prestito dai nostri figli e non possiamo farne scempio.
Cittadine e cittadini, buon 2013.

Io non sono il Presidente, ma tutte queste cose me le auguro comunque. Buon anno nuovo!

Foto fantastica ma non mia. L'autore si palesi che ne scrivo il nome.

mercoledì 17 ottobre 2012

Aspettiamo gli elefanti

Mezzo miliardo di euro. Persino la sola stesura del progetto preliminare della Torino-Lione costa di più. Eppure, dove ha deciso di andarlo a prendere il governo-che-nessuno-ha-votato? Alle cooperative sociali che si occupano delle persone disagiate.


Mi chiedo quale può essere il limite al di là del quale gli italiani si arrabbieranno, spegneranno le televisioni e si coordineranno per mandare a casa questa classe dirigente che sta facendo gli interessi dei ricchi, dei forti e dei furbi a discapito di tutti coloro che ricchi, forti e furbi non sono. Cioè la stragrande maggioranza,

Un paio di giorni fa un'amica mi ha detto: «Vedrai che da adesso in poi andrà meglio. L'anno prossimo ci sono le elezioni». Un'analisi che non condivido. Questo governo-che-nessuno-ha-votato potrà continuare a disossare poveracci e classe media fino alla fine, poiché non deve temere di non essere rieletto. A sostenerlo ci sono i Bersani, Berlusconi, Casini di turno, che prima delle elezioni potranno smarcarsi dicendo (come già fanno) di non aver avuto scelta per il bene del Paese. E gli italiani li voteranno di nuovo. Perché gli italiani sono di coccio, evidentemente.

Mi ricordo prima del 2006. In valle di Susa vennero tutti a elemosinare voti ululando che il Tav non s'aveva da fare, che era un'opera inutile e dannosa. Verdi, Girotondini, l'allora sinistra dei Ds che poi fu Sel, Prc. Presero percentuali che in valle di Susa non avevano mai neanche osato sperare. Dopo le elezioni (Prc a parte, che sembra continuare a sostenere l'inutilità della To-Lione), improvvisamente non era poi così importante essere contro il Tav. Giusto per dirne una, eh! Non è certo l'unica posizione che abbiamo visto mutare nel corso degli anni.

Oggi, di nuovo promesse e tanti tagli. Posizioni poco chiare e programmi fumosi su qualsiasi tema, in particolare sul sostegno al disagio, ai lavoratori, alla scuola e alla ricerca. Non parliamo poi della tutela delle coppie di fatto o del voto agli immigrati. La nostra Costituzione, scritta col sangue di un'intera generazione di ragazzi e ragazze che sapevano bene da che parte stare, è diventata un foglio giallo e sbiadito a cui si guarda solo per fare i discorsi "alti", come le citazioni in latino. 

Il dado è tratto, Monti. Aspettiamo gli elefanti.

mercoledì 10 ottobre 2012

Soldi al futile, tolti all'utile.

Sono di nuovo piuttosto alterata. Leggo, dal Sole24Ore:

PONTE SULLO STRETTO: 300 MILIONI PER PENALITÀ 
Il Governo ha stanziato fondi per la realizzazione della Torino-Lione mentre ha archiviato, con uno stanziamento da 300 milioni per il pagamento delle penalità, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina

Per pagare anche la Torino-Lione nonchè un COMMISSARIO che si occupi della legge anticorruzione (i corruttori e corrotti da soli non riescono a farsela), nel medesimo provvedimento, sarebbe: aumentata l'Iva di un punto (chi la pagherà? noi), aumentata la tassa sulle riserve tecniche delle assicurazioni (chi la pagherà? noi) e... ciliegina sulla torta... una picconata a chi sta peggio.

Nel dettaglio: Arriva una stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap: la retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso o per l'assistenza ai figli o al coniuge.

A questo punto mi chiedo perchè non ci fanno pagare di più anche per costruire una nuova base militare, uno spazioporto o un grandissimo monumento all'idiozia umana. E paghiamo anche l'idiozia umana passata di un uomo con manie di grandezza (che mezza Italia ha votato, ricordiamolo) che ha immaginato un ponte inutile ancorché tecnicamente folle e ci ha costruito su un bel po' di consenso.

Non c'è speranza. Non c'è.

venerdì 21 settembre 2012

Italietta

Prendo spunto dall'editoriale di Massimo Gramellini su La Stampa di oggi per arrabbiarmi. Ma, in realtà, ormai sono anni (due decenni almeno) che mi arrabbio quotidianamente perché questo Stato non mi rappresenta affatto. Oggi, però, è persino peggio perché, per quanto uno si sforzi, tutto è talmente "niente" che non si riesce neppure più a riderci su. Persino la satira rimane allibita di fronte alla realtà.
E pensare che io non sono neanche tra i più fervidi anti-casta. Risparmiare certo, meno auto-blu son d'accordo, tagli ai vitalizi va bene e molto altro ma credo che se qualcuno si prende la responsabilità di far camminare questo Paese è giusto che sia retribuito meglio di me (anche se effettivamente ci vuole pochissimo). Il punto, però, è che questo qualcuno si deve prendere la responsabilità di far camminare questo Paese non solo a parole. Il suo mestiere lo deve fare. Perché a farlo così son buoni tutti ma il Paese non cammina. E i risultati si vedono.

Qui il link alla pagina del noto quotidiano. Se volete ri-arrabbiarvi anche un po' voi.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1256