venerdì 8 novembre 2019

#55 Il caco prevede il futuro

Il caco prevede il futuro,
E' una frutta disgustosa ma prevede il futuro.
Io non lo sapevo.
L'ho imparato stasera.
Se si taglia un seme del caco in senso longitudinale appare una posata: cucchiaio, forchetta o coltello. Ora spero di ricordarmi tutto, ma il cucchiaio significa che l'inverno sarà nevoso ma non particolarmente freddo; la forchetta così così; il coltello significa che fa un freddo che si schianta.
Così dicono.
Ci sono anche documentazioni fotografiche in merito.
Io, non mangiando cachi non ho mai avuto neanche l'idea di vedere cosa ci fosse nel seme. Ma tant'è.
Quest'anno è un cucchiaio.
Così dicono.
Stasera è stata una serata bellissima. Caco compreso. Che è stato solo argomento di conversazione e non cibo. (Per fortuna). 
Le amiche sono un dono.
Quando sono nata, una fata come quelle della bella addormentata è giunta e mi ha donato le amiche. E io sono nata fortunata. E le amo. E spero, amandole, di ringraziare (anche e per sempre) quella fata.

mercoledì 6 novembre 2019

#56 Cum panis

Ci sono alcune cose che per me sono importanti a casa.
Una di queste, credo quella che mi infastidisce di più quando manca, è il mangiare insieme.
Detesto quando "non ho fame non mangio", "scendo tra dieci minuti posso anche mangiare la roba scaldata", "voi mangiate io arrivo tra mezzora" e via dicendo.
Mangiare insieme, se siamo tutti a casa, per me è importante.
Fondamentale.
Non mi importa quanto e cosa si mangi.
Ma ci si siede insieme e si sta insieme fino a quando tutti non hanno finito di mangiare. Si chiacchiera, si discute, si comunicano cose.
Non si sparecchia se qualcuno sta ancora mangiando o palesa l'intenzione di proseguire a farlo.
Non ci si alza prima che tutti abbiano finito di mangiare salvo particolarissime urgenze.
Mangiare insieme alla mia famiglia o ai miei amici è uno dei più grandi piaceri della mia vita. 
Compagni.
Cum panis.
Coloro che mangiano lo stesso pane.
Me l'ha insegnato una brava professoressa di latino (rossissima di capelli e non solo) anni fa.
Ma io già sapevo cosa significava nel mio cuore.

martedì 5 novembre 2019

#57 L'abitudine

Da domani, giusto per rendere più eccitante le mie giornate, invece di otto ore ne lavorerò nove.
Pensavo stamattina che, tra qualche settimana, entrerò con il buio e uscirò con il buio. Per fortuna in pausa pranzo almeno un'ora e mezza di luce riuscirò a vederla.
Lavorando, oggi, avevo elaborato tutta una cosa interessante di cui volevo parlare stasera e me la sono dimenticata. Ho la memoria di un pesce rosso.
Dunque parlerò del fatto che, grazie alla collaborazione di un amico (professionista nel settore) a cui sarò sempre debitrice, sto rimettendo a posto la mia schiena e la mia spalla dolorante. Il problema grosso è la postura. L'abitudine a fare movimenti sbagliati nelle situazioni quotidiane sembra una scemenza ma non lo è.
Così, ho appreso alcuni esercizi che posso fare per alleggerire le spalle e irrobustire la schiena. Sono esercizi per lo più noiosi e lenti ma mi sono accorta che, durante il giorno, penso a come metto la schiena e le spalle e mi correggo. Insegno al mio cervello a dare i giusti impulsi a muscoli indispensabili e troppo spesso sottovalutati.
L'apprendimento non è mai una cosa immediata.
Ci vuole esercizio e applicazione.
E costanza.
Come per scrivere un post ogni giorno.
Ma sto imparando.
S'impara fino alla bara, dice una mia amica. E c'ha ragione. 

lunedì 4 novembre 2019

#58 Il primo proposito

Io penso troppo. 
Penso sempre. 
Rimugino, immagino, ragiono, monto e smonto fatti e concetti, cerco collegamenti, fantastico.
Sempre.
Vorrei dire che riesco a non pensare quando dormo ma non ne sono certa.
Vorrei riuscire a non pensare a niente, ogni tanto.
La mia mezza mela sostiene che io debba concentrarmi sulla respirazione e solo su di essa per arrivare, dopo adeguato esercizio, a non pensare a nulla. Ma se mi concentro sulla respirazione non è che io smetta di essere attenta ai rumori, ai movimenti, alle luci e alle ombre dentro e fuori il mio cervello. E, dunque, penso.
L'unico modo che ho per non pensare è quello di impegnare il mio cervello in qualche cosa di più impegnativo (perdonate la ripetizione): cruciverba, rompicapo, letture particolarmente interessanti e via dicendo.
E' particolarmente sciocco che io debba pensare per non pensare.
Questa è una delle cose su cui voglio lavorare nel 2020.
Il mio primo proposito per l'anno che ormai incombe.