lunedì 8 aprile 2019

#268 Dipende da cosa cambierebbe

Il periodo prima delle elezioni amministrative, nei piccoli comuni, è sempre interessante.

- Da te si vota?
- Non so mica sai? 
- Hanno asfaltato strade che attendevano un manto nuovo da anni? Costruito una fontana? Inventato una nuova festa proprio prima delle consultazioni?
- Mmmm... forse no.
- Ti saluta gente (o ti chiede l'amicizia su Fb) che ti conosce da anni ma, prima di oggi, non ti ha mai calcolato o ti ha calcolato solo se gli serviva qualcosa?
- Questo forse sì.
- Allora da te si vota.

Definito il generale limitato interesse per le elezioni amministrative (le ragioni del quale possono essere riassunte in decenni di governo pressoché uguale a se stesso a prescindere dalla compagine) nascono altre conversazioni interessanti.

Caso 1
- Tu chi voti?
- Non lo so, pensavo che quel fine settimana forse sarò al mare.

Caso 2
- Tu voti X?
- Piuttosto quel fine settimana vado al mare.

Caso 3 (analisi politica più pregnante)
- Tu chi voti?
- Mah. Non credo che faccia molta differenza. Magari voto X perché è il marito/moglie di mia cugina/cugino e può darsi che riescano ad aumentarmi la cubatura della casa sul piano regolatore.
- Ma è zona a rischio molto elevato
- Ma X è uno che queste cose riesce a sistemarle.

Caso 4
- Tu chi voti?
- Salvini!
- Alle comunali...
- Cosa sono le comunali?

Caso 5
- Tu chi voti?
- Devo votare per forza?
- Ma no, è un diritto mica un dovere.
- Ah, meno male.

Caso 6
- Tu voti qui?
- No. Devo fare un cartello?

Caso 7
- Tu chi voti?
- Mah, nel dubbio pensavo di candidarmi sindaco.
- Ma ormai è tardi.
- Non è mai tardi.

L'amministrazione locale è un governo sottovalutato. Dall'elettorato con assoluta certezza, ma anche da chi si candida a governare. I soldi con cui cambiare davvero le cose sono pochi, sempre meno. Le capacità di manovra limitate. Le ore da dedicare, illimitate. Le responsabilità enormi.
Anni fa, quando ho lottato con tutte le mie forze per dar vita alla Pro Loco di Bruzolo, le persone pensavano che puntassi all'amministrazione. 
Ma, voglio dire, se avessi puntato all'amministrazione mi sarei candidata sindaco o consigliere o chicchessia. Perché fare mille giri alla democristiana? Non che non ci abbia pensato. A candidarmi, intendo. Direttamente. Non a diventare sindaco passando per la Pro Loco. Questo no.

Caso 8
- Tu chi voti?
- E' importante?
- Certo che lo è.
- Dipende.
- Da cosa?
- Da cosa cambierebbe.


domenica 7 aprile 2019

#269 Le giornate senza pensieri

Alla fine le giornate cui devo rosicchiare il tempo per scrivere sono le migliori.
Erano giorni che non dormivo fino ad un naturale risveglio. Colazione,  passeggiata con il cane, pranzo (un po' prestino se devo dire) e via verso la partita di calcio del mio giovane figlio maschio. 
Si era deciso che dopo avremmo mangiato giapponese per accontentare adolescenti e non. Ma prima abbiamo avuto la fortuna di incontrare, facendo la spesa, un paio di amici che non si vedeva da un pezzo.
Così un incontro fortuito si è trasformato in una gran bella serata. 
Se ci pensate è strano che ci siano amicizie che attraversano i decenni al di là delle frequentazioni non assidue come meriterebbero. L'affetto e i legami sono in grado di resistere anche all'assenza se sono puri. Ci vuole solo un attimo per riprendere la familiarità, aggiornarsi sulle novità. Così, come se dall'ultima volta fosse passata una settimana e non un anno.
Non è un gran bel periodo della mia vita a causa del lavoro ma serate come questa mi fanno tornare il buonumore.
Domani (anzi tra poco) è di nuovo lunedì.
Aprile. A.D. 2019.
Il tempo vola. Stasera mi sembra solo ieri che siano successe tante cose e invece sono passati anni. Sembra incredibile che i giorni si susseguano a velocità smodata anche se, quando li vivo talvolta appaiono interminabili.
Chi io sarei e come sarebbe la mia vita senza i miei amici e i miei affetti non so dire. Sicuramente sarei una persona peggiore.


sabato 6 aprile 2019

#270 Te lo ricordi Z?

Il problema di scrivere un blog ogni sera è riassunto nel fatto che quando mi siedo per scrivere gran parte delle riflessioni che ho fatto nella giornata, esse sono svanite.
Dovrei avere un registratore per scriverle quando mi vengono. E anche un software che, data la registrazione, la trasforma in un testo.
Perché mettiamo che io faccia, in tutto, venti minuti di riflessioni. Esse si trasformano in un milione di righe. Nessuno ha voglia, se non per masochismo,  di leggere un testo che nella testa si trasforma in venti minuti di parlato.
La mia lotta contro coloro che non hanno il dono della sintesi ha attraversato tutta la mia vita. Ci sono persone che per sviluppare un concetto semplice (è successo A dunque B) ci mettono mille mila minuti, aprendo una serie infinita di parentesi la maggior parte delle quali non solo completamente inutili ad argomentare il concetto ma, spesso, inutili in assoluto.
Mia mamma è così. Comincia a dirmi una cosa e per ogni soggetto, verbo o complemento oggetto apre settecento parentesi.

Provo a fare un esempio. Concetto da dire: oggi ho visto X, ti saluta.
Sviluppo: Sai chi ho visto oggi? X! Erano mesi che non lo vedevo perché ha avuto un problema di salute, non grave per carità, capita a una certa età. Tra l'altro la stessa cosa era già accaduta a Z e se l'era cavata con una terapia. Te lo ricordi Z? No? Ma sì, dai, eri piccola ma era il marito/moglie di W, che ti portava sempre la caramella alla menta quando veniva a trovarci. Adesso che ci penso a te non è mai piaciuta la menta. Ma se vieni a pranzo domani ti faccio la peperonata che ne sei sempre stata ghiotta. O non ti piace più? Ah, meno male. Comunque, alla fine Z è morto. Te l'avevo detto? Non importa se non te lo ricordi ma non è morto di quella patologia. Era anziano/a. Tra l'altro quando vado dal medico è sempre pieno di anziani. Ah, devi andare? Comunque X ti saluta.

Mamma a parte, cui voglio bene a prescindere dalla difficoltà di comprendere dove vuole arrivare nelle conversazioni, io amo chi ha il meraviglioso dono della sintesi. Ma, soprattutto, amo chi lo sa usare.

venerdì 5 aprile 2019

#271 Aprile dolce dormire

Sarà che è la prima settimana di ora legale ma io ho vissuto sei giorni di sonno perenne.
Poi, non so a voi, ma a me questa cosa che il mattino ci sono 8 gradi, il pomeriggio 24 e la sera 15 mi sballa completamente. Ho grandi difficoltà a non crollare addormentata su qualsiasi cosa sia a malapena morbido.
Aprile dolce dormire.
Riuscendoci.
Invece niente. Non c'è mai pace neanche il fine settimana.
Passerà.

Ieri sera ho cominciato a vedere Mindhunter su Netflix. Il primo episodio non è stato particolarmente accattivante ma ho deciso di dare alla serie almeno quattro episodi per conquistarmi. Il secondo dovrò rivederlo perché prima della metà mi sono addormentata.
E' andata bene che mi sono svegliata per caso a una certa ora. 
Mi sono trascinata dal divano al letto e ho pensato: "Adesso ci metterò un'ora a riaddormentarmi". Non credo di aver finito il pensiero che già dormivo. 
Potrei esportare melatonina. Forse ne ho troppa.
Mi fa dormire persino Sgarbi a Otto e mezzo. Di solito mi fa irritare come le ortiche. Invece stasera mi mette sonno. Se mi mettessero sonno anche Salvini e la Santanché sarei al livello coma vegetativo.

Vabbè, vado a buttarmi sul divano. Chissà tra quanti minuti starò russando.