domenica 30 giugno 2019

#185 Felini

Stamattina tardi quando ci siamo alzati non abbiamo più trovato Matita.
L'abbiamo cercata ovunque, ma niente.
Eravamo disperati. 
Ho anche pensato che ieri sera qualcuno l'avesse presa vedendola fuori, perché lei va in giro ed è così carina.
Abbiamo affrontato tutta la giornata pigra un po' in lutto.
Poi, la mia mezza mela è andato ad aiutare la vicina a gonfiare una piscinetta e quando lei è andata al rubinetto fuori per riempirla, ha visto quella gattina scema nel lavello in pietra e ci ha avvertito.
La giornata ha subito un'inversione d'umore e tutti siamo tornati allegri.
Tranne Mirò.
Il felino ciccione ci guardava come dire "Ma non l'avevamo finalmente persa?"
Mi spiace bel quadrupede grigio ma questa volta ti è andata male.

#186 Corti

E' tardissimo.
Mantenere gli impegni è molto complicato a volte.
Ma un impegno è tale.
Domani (oggi) potevamo andare a camminare.
Ma meno male che abbiamo camminato oggi (ieri).
E abbiamo anche rimediato una mezza ustione. 
Al Moncenisio c'erano 16 gradi ma il sole picchiava lo stesso.
La  prossima volta metto i pantaloni cori.

sabato 29 giugno 2019

#187 Senza parole

Stasera lascio il post a Gramsci, che nel 1917 scriveva, come io non saprò mai fare, tutto quello che penso.
E va bene così.  
Senza parole.  

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

giovedì 27 giugno 2019

#188 Sparsi

Stasera siamo tutti sparsi.
Mio figlio maschio è fuori alla festa del paese a giocare a ping-pong.
La femmina è sul divano a guardare una prima tivù: Grease (lo guarda ogni volta che lo trasmettono).
Io sono in cucina a scrivere e a guardare Vite al limite. Lo so. E' trash tivù. Ma su di me ha l'effetto di Candy crush: mi rilassa e non mi fa pensare a nulla.
La mia mezza mela dorme. Provato da una giornata pesante e dal caldo, che patisce persino più di me.
L'idea che tra due fine settimana sarò a Balmafol, in montagna a dormire al fresco e a camminare mi riempie di gioia. Anche questo fine settimana andremo a camminare. I ragazzi vanno in vacanza al mare con papà una settimana. A loro non piace tanto la montagna perciò le escursioni cerchiamo di farle quando loro hanno altri impegni.
Domani sera c'è la serata di apertura di Balmafol, che è la manifestazione di punta della nostra Anpi. Si parlerà delle violenze fasciste tra il '19 e il '22. Mi piacerebbe che il Tortuga fosse pieno. Ma, visto l'andamento politico attuale, mi sembra assai improbabile.
E' un peccato.
Conoscere il passato aiuta a non ripetere i medesimi errori.
Ma, così a occhio, credo che sia più semplice per tutti fregarsene altamente e pensare solo al proprio piccolo orticello.
Io penso che le persone siano diventate incapaci di riconoscere nel presente i sintomi del passato. Perché sicuramente si manifestano con metodi moderni, differenti. Penso che le persone, in gran parte, siano convinte che il fuoco in cui mettono la mano bruci meno di quello in cui l'han messo i loro nonni. E per quanto ci si sforzi di spiegare che il fuoco resta tale anche se il combustibile non è più il carbone ma il gas, sembra sempre che sia tutto inutile.
Tuttavia, se davvero credessi che non c'è alcuna speranza, non farei quello che faccio. Quindi basta lamentarsi. Giusto, no?