lunedì 17 agosto 2020

Cronache di una settimana di vacanza post-lockdown - Giorno 6

One day to go.
Oggi davano brutto ma, come sempre ad Arma c'è un tempo tutto suo, un po' come in valle di Susa.
La meteorologia, desumo, sia una questione di statistica.

Dunque, il sole splendeva. 
L'acqua era cristallina. 
E il mare, prima che arrivasse l'orda  dimezzata dal post-Ferragosto, era magnifico. 

Non è la Sardegna, lo so, ma si difende.

La spiaggia di Arma è principalmente popolata da torinesi e milanesi. In che percentuale non saprei dirlo, ma se dovessi esprimere per forza una opinione direi un 50%. Dunque, stamattina si parlava principalmente della partita di stasera dell'Inter.
Chi a tifare e chi a gufare.

Io ho finito un libro che mi aveva prestato la mia amica Rita tempo addietro ma che avevo abbandonato sul comodino.
Quando l'ho finito mi è spiaciuto non averlo letto prima che Ugo Berga venisse a mancare. Avrei avuto un mucchio di domande e oggi non so neanche se avrebbe saputo o potuto rispondermi.

"Un'altra parte del mondo" di Massimo Cirri. Se vi piace la storia contemporanea ma soprattutto se vi piace chi cerca di raccontarvela attraverso il lato umano di chi l'ha vissuta, non potete perdere questo testo.

Io, più che ringraziare Rita per il consiglio e rattristarmi di non avere più nessuno con cui discutere di alcune cose, non posso fare.

domenica 16 agosto 2020

Cronache di una settimana di vacanza post-lockdown - Giorno 5

Andare in vacanza sempre nello stesso luogo ha un grande vantaggio. 
Si impara dove andare a mangiare e dove, invece, è meglio di no.
Soprattutto se non puoi permetterti di andare fuori a cena ogni sera. 
Ci si mette qualche anno.
All'inizio ci si fa trascinare dai luoghi più frequentati, come ogni turista che si rispetti.
Poi si trova il locale che incontra i propri gusti e che, quasi sempre, non è tra i più frequentati. 
Perché il ristorante lo fa il cibo, senz'ombra di dubbio, ma anche chi te lo propone. Nel mio caso specifico (ma non è così per tutti) il posto in quanto luogo non ha un grande peso. Mi basta sia pulito.
Io e mezza mela, al di là di Arma che conosco come le mie tasche, nei nostri viaggi abbiamo imparato a chiedere alla gente del luogo dove va a mangiare. Non quello che ci consiglierebbe ma dove va a mangiare quando esce a mangiare con gli amici. 
A Siena, un paio d'anni fa, ci è successo di essere indirizzati in un posto che non avremmo trovato neanche passandoci davanti. Microscopico. Senza insegne.
Abbiamo capito alzandoci satolli e soddisfatti che il sistema adottato era vincente. 
Finora non ce ne siamo pentiti. 


sabato 15 agosto 2020

Cronache di una settimana di vacanza post-lockdown - Giorno 4

Ferragosto.
C'è chi fa i cruciverba e non è capace. 
C'è un omone gigante con la barba da hipster che con infinita tenerezza porta a spasso una neonata microscopica.
C'è chi fa conversazione ad alta voce con conoscenti quatto piazzole più in là senza alzarsi dalla seggiola.
C'è chi porta a spasso il cane e gli somiglia.
C'è chi prende il sole e chi fa il bagno. 
C'è chi prepara i gavettoni e ci si fa i selfie sul lungomare. 
C'è uno che grida dal balcone a sua figlia (Havana) di spegnere le luci.
C'è il concerto della cover band dei Queen. 
C'è chi passeggia e mangia il gelato.
C'è chi fa aperitivo e chi cena con la famiglia.
C'è chi prende cappuccio e sardenara.
C'è chi discute con il bagnino e chi prende il pedalò. 
Ferragosto.
Italia.
Ad 2020

venerdì 14 agosto 2020

Cronache di una settimana di vacanza post-lockdown - Giorno 3

I ritmi lenti delle giornate al mare mi entrano subito nelle ossa.
Anche la camminata si rallenta.
Ciò nonostante, stasera sono stata sgridata da figlia femmina ritenendo (lei) ch'io fossi troppo zelante nel fare le tre cose che la situazione richiede.
Avere una base, pur piccola, che non necessita di prenotazione e di ingenti spese di permanenza compensa l'abitudine dello stesso posto ogni anno, sempre uguale a se stesso.
Oggi l'acqua era una pozza calda. Trasparente come quasi sempre ma calda come quella del bagno che ti prepari a casa. Nessuno shock da prima immersione. 
Stasera, serata con gli amici che in tanti anni ritroviamo solo qui. Ma che sono l'altra importante compensazione all'abitudine. 
I nostri figli sono cresciuti insieme.
Innegabilmente noi anche.