mercoledì 8 maggio 2019

#238 Chiuse dentro l'arnia

E' vero, io patisco il caldo.
Ma sei gradi centigradi il mattino, l'8 maggio, mi sembrano un po' pochini. E' anche vero che abbiamo raggiunto la radiosa temperatura dei 16 gradi centigradi a mezzogiorno. Ma continua ad essere un po' pochino.
Non voglio lamentarmi perché preferisco i 16 gradi ai 40. Ma mi chiedo se prima o poi sarà primavera o se passeremo subito alle canotte e infradito nel giro di una settimana con conseguenti problematiche sulla salute generale e sull'umore.
L'unica cosa di cui sono contenta è di essere in terribile ritardo con l'orto.
Se avessi messo giù i piantini, sarebbe già morto tutto.
Poi, piove. E anche della pioggia non dovrei lamentarmi perché questo inverno è piovuto proprio poco. Ma la pioggia mi mette un sonno terribile. La pioggia e il freddo chiamano la copertina di pile e la cioccolata calda. Non il momento dell'anno in cui si lavora di più.

Stasera ho fatto le frittelle di fiori d'acacia. Io e la mia amica-socia-sorella ci siamo fermate sotto la pioggia a raccoglierli tornando a casa. Ho pensato a quelle povere api che dovrebbero fare incetta di nettare per vivere e produrre il miele di cui è ghiotta mia figlia. Chiuse dentro le loro arnie ad aspettare che lo strascico di questo inverno finisca.
Io amo le api. Sono delle creature meravigliose.
Non meriterebbero giornate fredde di pioggia mentre le acacie sono nel pieno della loro profumatissima fioritura.

martedì 7 maggio 2019

#239 Per esempio

Quanto spazio ciascuno di noi tiene per sé, per le proprie passioni, per i propri interessi rosicchiandoli all'amore, alla famiglia, agli amici?
Oggi ho avuto un'interessante confronto con la mia amica-socia-sorella su quanto ciascuno di noi sia disposto a sacrificare.
Per me ci sono alcuni momenti di vita irrinunciabili. Ho la fortuna che la mia mezza mela ha voglia di condividerli con me, ma se così non fosse? Potrei certamente rinunciare ad alcuni dei miei momenti ma ad altri no.

- Per esempio?
- Per esempio Balmafol. Non potrei rinunciare a Balmafol.
- Perché Balmafol e non un altro qualsiasi momento di ricordo resistenziale?

Non lo so.
E' tutto il giorno che ci penso.
Subito mi è venuta una risposta ma non ho idea se sia quella la risposta.
Subito ho pensato che Balmafol riesce a unire tutte le mie passioni (la montagna, l'impegno sociale e politico, l'idea di comunità), tutti i miei ricordi e tutta la mia idea di un mondo in cui vorrei vivere.
Poi, terminata la conversazione ho continuato a pensarci. Ci sono altri momenti che sanno coniugare tutto questo. Ma non sono Balmafol.
E allora cosa c'è? Non riesco a trovare una risposta che venga dal cervello e non dal cuore.
Forse, mia cara amica-socia-sorella dovremmo parlarne ancora. Chissà che lo stimolo esterno riesca a portare fuori da cuore un pensiero con un senso.

lunedì 6 maggio 2019

#240 Acciughe al verde

Oggi, acciughe al verde.
La mia mezza mela e tutto il suo gruppo di amici andranno, come fanno ogni anno, all'adunata alpini e non posso farli partire senza le acciughe al verde. Sono un must.
Fare le acciughe al verde non è semplice applicazione di una ricetta. E' un rituale che si deve concludere con un piatto speciale, che non abbia solo un buon sapore. Deve essere un piatto verace. Come la parmigiana di melanzane, insomma.
Le acciughe al verde non si possono fare con le acciughe sott'olio. Non si possono fare senza l'aglio e assolutamente non solo con il prezzemolo tritato come fosse un anonimo pesto. Esattamente come la parmigiana senza le melanzane fritta o la bagna caoda senza le acciughe. Sono abomini culinari.
Se vuoi mangiare un piatto leggero non devi cucinare la parmigiana.
Se non ti piace l'aglio non devi cucinare le acciughe al verde.
Le acciughe al verde hanno bisogno di riposo. Non si possono mangiare subito. Devono "macerare" almeno un giorno. Meglio due.
Sono uno dei piatti più buoni della cucina piemontese. Da accompagnare, se proprio si vuole esagerare con la golosità, con una buona toma blu e con un bicchiere di barbera.
Ogni volta che le cucino sono un po' in ansia perché temo ancora di sbagliare qualche dose e fare un verde non molto gustoso. Non è ancora successo ma non è detto che non possa accadere. In cucina non c'è mai nulla di sicuro. Forse, anche per questo mi piace assai cucinare. E' una sfida continua con me stessa. 

domenica 5 maggio 2019

#241 Il rombo della bestia

La mia mezza mela sa fare e riparare un sacco di cose. La vita lo ha portato a imparare, stando vicino a persone che sapevano fare e avendo, al contempo, un naturale talento per le attività pratiche.
Una capacità che invidio molto non solo a lui ma ad altre persone a me vicine. Pur essendo io persona assai pratica e non del tutto incapace.
Io credo che saper fare le cose da zero, magari arrangiandosi con quello che si ha a disposizione, sia un grande talento.
Ma sto divagando.
La mia mezza mela oggi ha riparato il motocoltivatore. Si è messo fuori con tutti i suoi attrezzi e un pezzo di ricambio e ha smontato tutto e rimontato tutto. Io non ho assistito alla questione perché facevo cose dentro casa. Poi ho sentito la bestia rombare (il danno lo impediva) e quando sono uscita la macchina era persino migliore di prima.
A volte vince la pigrizia, sia per me che per la mia mezza mela, ma quando non succede, l'espressione soddisfatta che appare sul suo volto è tanto bella che è come se la soddisfazione fosse mia.