sabato 4 maggio 2019

#242 Mezza stagione a Matita

Oggi è entrata a far parte della nostra famiglia una nuova bestiola sfigata, Matita. Matita è una gatta (si suppone femmina, essendo molto cucciola) tutta quasi nera. 
Mia madre direbbe "Ma un'altra bestia?? Ma non ha già abbastanza da fare??". Ebbene sì, un'altra bestietta. Che in una famiglia di bestiette, una più una meno non fa differenza. Almeno lei ha il pelo scuro e si intona meglio con i nostri abiti spesso neri.
Il pomeriggio mio e della mia mezza mela, però, è stato occupato a cercare di dare una forma all'orto. Poi, quando eravamo felici perché finalmente il motocoltivatore faceva il suo lavoro, si è piantato contro un palo di cemento della recinzione e si è rotto. Per ora, dunque, abbiamo una fetta di orto arato lunga 25 metri e larga uno. Tutto il resto dovrà giacere fino a riparazione avvenuta. Peccato, ma succede.
Oltretutto fa di nuovo freddo. Stasera soffia il vento gelido e stare rintanati sul divano sotto la copertina di pile non è niente male.
Domani è un altro giorno. Freddissimo, dicono le previsioni. E' proprio una primavera strana. D'altra parte lo sappiamo da tempo che non esistono più le mezze stagioni.

venerdì 3 maggio 2019

#243 Comunque vada

Niente. Sono nata granata, cresciuta granata e morirò granata.
E' una sofferenza continua ma sono contenta lo stesso.
Mi ricordo la bandiera del Toro che mio nonno teneva in casa. E non so se sia stato lui o sia stato mio papà a darmi l'imprinting ma un cuore torinista batte dentro di me.
Così la sera del derby, il giorno prima del 70esimo anniversario della tragedia di Superga è una sofferenza all'ennesima potenza.
A casa non abbiamo Sky, Premium o Dazn, quindi la partita la sto ascoltando alla radio. Bravissimo il commentatore di Radio1, tra l'altro. 
Sentire la partita senza vederla dà emozioni completamente diverse che avere davanti lo scorrere delle immagini. La progressione non la puoi vedere perciò la devi tutta immaginare. Non puoi dire "Si poteva fare questo" o "Si poteva fare quest'altro" perché le opzioni che non vengono raccontate non si conoscono. Non puoi neanche contestare le ragioni arbitrali perché non ha visto come si sono svolte le cose.
Per quanto il Toro abbia fatto miracoli questa stagione, la differenza tra le due squadre è evidente. I milioni di euro che la Juve spende per i suoi giocatori equivalgono al Pil di uno Stato. La Juve è una macchina da soldi. Il Toro no. E' solo amore e sofferenza, sofferenza e amore.
Comunque, mentre scrivo il derby della Mole è terminato in parità.
Amore e sofferenza.
Ci avevo creduto.
Forza vecchio cuore granata. Comunque vada sarà sempre amore.

giovedì 2 maggio 2019

#244 Interrogativi

Qual è il compenso giusto per un lavoro?
Facciamo un esempio. Se fosse disponibile un posto full-time che non richieda competenze specifiche ma solo applicazione delle normali regole di cortesia, onestà, capacità di concentrazione e un minimo di forza fisica, per un orario di cinque giorni su sette turnando sui festivi, quanto sarebbe giusto secondo voi guadagnare? Faccio un esempio ma vorrei che non fosse determinante: il/la commesso/a, il/la cameriere, il/la cassiere/a.
Io credo dipenda soprattutto da quanto distante da casa è il lavoro.
Una cosa è lavorare a quindici minuti da casa. Ben altro è dover passare in auto o sui mezzi tre ore al giorno della propria vita per poterlo fare.
Dipende anche dall'ambiente di lavoro, ma supponiamo di non saperlo ancora non avendo ancora cominciato.

E per un lavoro che invece richieda competenze specifiche? Saper avere a che fare con gli anziani o i disabili, disegnare un sito web, tenere la contabilità di un'azienda o qualsiasi altra cosa possiate immaginare (senza arrivare a saper far volare un aereo)?
Qual è il compenso che chiedereste? Sempre facendo la distinzione tra un lavoro "sotto casa" e uno più distante.
E, sempre secondo voi, non dovrebbe guadagnare di più chi si prende maggiori responsabilità? Quelle vere. Quelle che, quando qualcun altro che lavora nel team che dirigi sbaglia, è la tua testa che cade.

Per chiarire, non voglio neanche entrare nel discorso amministrazione, che sia di un piccolo Paese come della nostra nazione. Perché tutto dovrebbe essere proporzionato.
Sto parlando di un lavoro "normale". Quello che la maggior parte delle persone cerca.

Supponiamo, poi, che una persona giovane o meno giovane, senza competenze specifiche (come spesso accade) si proponga per un lavoro che magari (ma non lo si sa prima di darglielo) è perfettamente in grado di svolgere perché è particolarmente eclettico/a e ricettivo/a. Su che base glielo affidereste? Per come si presenta? Dopo una prova o un tirocinio di enne mesi non stipendiati? Sulle foto postate sul suo profilo Fb o Instagram?

Ci sono persone perfettamente in grado di svolgere il loro lavoro ma che, allo stesso tempo, non si prendono mai una responsabilità e non sono in grado di portare nulla di nuovo laddove approdano. Una persona che, invece, a parità di mansione, coopera attivamente per migliorare il posto in cui lavora dovrebbe avere il medesimo stipendio? Supposto che non ci sia, come nella maggior parte dei casi, una sorta di "promozione".

Questa sera vi lascio solo con un sacco di interrogativi. Io la risposta non la possiedo.

mercoledì 1 maggio 2019

#245 Primo maggio e lumache

Primo maggio. Festa dei lavoratori.
Oggi, per me, nessun corteo. La giornata primaverile mi ha portata nel giardino-cortile. C'erano mille mila cose da fare per riportarlo a uno stato pre-selva amazzonica. 
Così ho cominciato di mattina e ho finito alle 20 (con una lunga pausa pranzo, però) e sono riuscita a fare tutto. Compreso ripristinare, per rimettere in piano, la pavimentazione che sostiene i cassonetti. Ho trovato decine di lumache e le ho salvate tutte. Tranne una, povera creatura, colpita inavvertitamente dalla zappa.
Ora non sento più le braccia. Neanche le gambe. Neanche la schiena.
Ma sono felice.
Sicuramente non ho un futuro come piastrellista.
"Macchina di cazzo" (l'ameno soprannome è derivato da un aneddoto che un giorno vi racconterò) mi avrebbe fatto rifare tutto da capo. La leggenda vuole che lui sia il miglior piastrellista sulla piazza. Io non l'ho mai incontrato. Ma considerata la fama che lo precede, sarà certamente così.

Mentre zappavo via le erbacce, al corteo di Torino le forze dell'ordine menavano compagni e amici colpevoli, pare, di voler arrivare nella piazza in cui si tenevano gli interventi. Mi spiace non essere stata là con loro, condividendone tutte le motivazioni.

Ma sia io che la mia mezza mela avevamo un sacco di cose da fare, che in una giornata feriale risultano impossibili. Persino i miei due figli si sono resi utili assai, oggi. Hanno anche dipinto una parte di parete delle loro stanze. La maggiore con risultati più gratificanti per la parete, ma ci sta.
Domani, purtroppo, non è domenica.
Il grande circo riprenderà il suo spettacolo.